lettera alla Redazione del quotidiano "La Repubblica" del 3 gennaio 2005

Gentili redattori de La Repubblica,
sono Carlo Collina, italiano residente in Thailandia.

Leggo oggi sul vostro sito internet l'articolo " Il turista del dopo-tsunami disdette, rimborsi e polemiche" e, relativamente alla situazione thailandese, non posso che rimanere estremamente perplesso a riguardo delle notizie imprecise, generalizzate ed in alcuni casi infondate in esso contenute.

Nello specifico, queste le parti più discutibili dell'articolo :
L'aspetto morale e psicologico. Per chi vuole disdire il biglietto non c'è solo un aspetto economico - del quale pare disdicevole parlare di fronte a una tragedia di queste dimensioni - che non è da sottovalutare, visto che per molti un viaggio in quelle zone è il risultato del risparmio di un anno.
Ci sono aspetti morali e anche psicologici, perché, anche soggiornando in una zona che non è stata colpita direttamente dal maremoto, è lecito chiedersi se la bottiglia di acqua minerale o il cibo inscatolato che si acquistano nell'hotel a caro prezzo sono sottratti a chi non li può certo comprare e ne ha bisogno per sopravvivere. Ci sono poi il rischio di epidemie e le difficoltà nei trasporti, e se è vero che Phuket, una delle zone più colpite, dista centinaia di chilometri da Pattaya, dove tutto è normale, entrambe le località si servono anche dell'aeroporto di Bangkok, dove convergono gli aiuti internazionali.

Le ong. "Non credo che sia questo il tipo di aiuto di cui c'è bisogno ora - obietta Andrea Comollo, di ActionAid International - è giusto non fare terrorismo psicologico e sarà importante che tra qualche mese si sostenga la ripresa di tutte le attività nei paesi colpiti, compreso il turismo, ma ora è troppo presto, c'è emergenza piena".

L'aspetto sanitario. Ancora più drastico l'esperto in medicina del turismo:
"I pochi spiccioli di valuta che possono portare ora i turisti sono poca cosa rispetto a quanto possono intralciare", afferma Walter Pasini, dell'Organizzazione mondiale della Sanità: "I trasporti sono difficili e la situazione igienica è molto peggiorata. Impossibile pensare che in un contesto simile ci siano località non toccate: per aiutare quei paesi penso alla cooperazione internazionale e a programmi improntati al vero sviluppo".

Se l'informazione deve basarsi su notizie precise ed attendibili, credo che sia innanzitutto bene specificare che l'aeroporto di Bangkok non è in alcun modo in difficoltà nel dover gestire il traffico passeggeri ed il traffico relativo agli aiuti.
Recarsi a Pattaya o in qualsiasi altra area indenne dagli effetti del sisma non comporta assolutamente nessun problema per il viaggiatore. Scoraggiare i turisti a partire per queste aree è un comportamento altamente irresponsabile ed assolutamente ingiustificato e che avrà come unico effetto quello di estendere gli effetti dell'onda anomala facendola giungere ben oltre gli ostacoli naturali contro i quali si era arrestata!
Il turismo in Thailandia sta al momento urlando la propria disperazione per l'ondata di cancellazioni ingiustificate e fuori luogo che si stanno abbattendo su ogni località turistica ed il danno economico per l'intero Paese è di dimensioni tali da poter creare, se il trend continuerà, difficoltà enormi a livello di perdite di posti di lavoro e deciso aumento di povertà.
IL Sig. Walter Pasini si sbaglia ed è molto male informato se ritiene che il turismo in Thailandia porti "pochi spiccioli". Il turismo infatti è una delle voci principali del PIL ed allo stato delle cose si ritrova ad essere praticamente azzerato.
Pericoloso e dannoso anche il consiglio delle Ong di far ripartire il turismo tra qualche mese. A distanza di così tanto tempo infatti i danni saranno già incalcolabili. Questo può essere affermato senza ombra di dubbio, visto che in tempi recenti la Sars fermò a sua volta il turismo per tre mesi e le conseguenze furono pressochè catastrofiche. A quel tempo infatti diverse decine di migliaia di persone persero il lavoro e il successivo stato di precarietà nel quale si trovarono si perpetrò a lungo, richiedendo ingentissimi sforzi economici e sociali per risolvere le problematiche collegate.
A Phuket ed in altre zone colpite, inoltre, sono state spese tante energie al fine di risistemare le cose nei tempi più rapidi, ma queste prese di posizione stanno vanificando ogni sforzo. Non è poi vero che Phuket sia la località più colpita. Qui in loco ci rendiamo conto che moltissime persone non riescono a distinguere tra Phuket e la località di Khao Lak, distante centinaia di km e unico luogo nel quale i danni sono stati devastanti ed irreparabili.
A Phuket invece, su quasi tutte le spiagge ogni servizio è già stato ripristinato e gli hotels sono aperti e perfettamente funzionanti. I problemi rimangono localizzati a determinate spiagge ed hotels relativi, ma è bene specificare, contrariamente a quanto ancora una volta impropriamente affermato dal Sig Pasini, che su quasi tutta l'isola al momento le comunicazioni ed i trasporti sono già stati ripristinati in modo ineccepibile.
Discutibili anche i reali rischi di epidemie nelle aree Thailandesi più duramente colpite (Khao Lak e Phi Phi Islands). Il Governo ha infatti intrapreso delle azioni ben dirette e determinate al fine di informare la popolazione sui comportamenti igienici e alimentari da seguire ed un folto team di medici sta costantemente monitorando la situazione.
Ridicolo ed assolutamente infondato infine il commento riguardante il presunto consumo da parte dei turisti dei beni altresì indirizzati ai soccorsi. La Thailandia è un Paese con enormi capacità produttive e distributive e dotato di risorse tali per cui non è certo necessario fermare i rifornimenti a determinate località o esercizi commerciali per garantire un adeguato approvvigionamento verso la popolazione colpita. A chi come me si trova in loco, questo commento suona decisamente come l'ostinata apertura a nuove ed inesistenti problematiche che possano servire ad ostacolare il turismo.
E' mia ferma intenzione fare un appello agli organi di comunicazione affinchè si faccia chiarezza su questi punti e si favorisca una informazione più precisa e costruttiva e soprattutto non generalizzata ma che tenga conto delle singole realtà di ogni specifica destinazione.
In Thailandia i turisti sono sicuramente i benvenuti, e fin da oggi! Nessuno ostacolerà gli approvvigionamenti o i lavori di soccorso e tutti potranno contribuire alla rinascita economica di intere aree che nel turismo vedono l'unica fonte di sostentamento.
Si lascerà così spazio ad un turismo solidale e responsabile che potrà portare aiuti fondamentali.

Vi ringrazio per l'attenzione
Cordiali saluti
Carlo Collina


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