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Idillicamente
incastonata all’interno di una stretta e profonda valle tra alte montagne, Mae
Hong Son dista dal confine birmano poche decine di km. I campi di riso che
tappezzano l’intera vallata creano una immensa distesa di un verde vivace e
smagliante. Si può godere di questa meravigliosa veduta arrivando per via aerea
da Chiang Mai, oppure salendo fino al tempio sulla collina che domina la città e
da dove si può godere di una vista panoramica mozzafiato. L’estrema vicinanza
della Birmania ha nel corso dei tempi notevolmente influenzato lo stile
artistico ed architettonico dei Templi e delle altre costruzioni di Mae Hong Son.
Allo stesso tempo la città, per evidenti motivi geografici si ritrova ad essere
piuttosto isolata dal resto della Thailandia a causa della inaccessibilità di
questa piccola valle e della difficoltà di percorrenza di ogni via di terra.
Malgrado infatti la non particolarmente elevata distanza stradale tra i due
capoluoghi (260 km lungo la direzione più breve), l’asprezza e la difficoltà del
percorso fanno si che l’aereo sia ad oggi di gran lunga il mezzo di trasporto
più confortevole per raggiungere questo luogo lontano ed isolato. Grazie a
questo isolamento, a Mae Hong Son le tradizioni, gli usi ed i costumi di vita
sono sostanzialmente e vistosamente diversi dal resto del Nord. Tali differenze
si possono ad esempio apprezzare visitando il pittoresco mercato alimentare che
si tiene ogni mattina nel centro della città. Ancora da visitare sono i Templi,
tra i quali il Jong Kham ed il Jong Klang ed il Wat Prathat Khong Mu. Quest’ultimo
è posto sulla collina panoramica mentre i primi due sono fascinosamente disposti
a fronte di un piccolo lago artificiale che si trova nel cuore del centro
storico. Il riflesso dei loto caldi colori gialli sulle acque del lago può a
ragione essere considerato il simbolo per eccellenza della città.
Pha Seua Waterfalls
Si trova a breve distanza dalla grotta dei pesci ed è da qui raggiungibile
inerpicandosi lungo una ripidissima strada che porta a scalare un’alta montagna.
Le cascate sono sicuramente piacevoli e di indubbio effetto visivo, pur non
raggiungendo notevoli dimensioni.
Tham Pla
Tham Pla in lingua thai significa “la grotta dei pesci” e deve il suo nome ad
una suggestiva caverna sotterranea percorsa da un torrente che qui fuoriesce dal
sottosuolo. Un enorme branco di grossi pesci nuota costantemente controcorrente
al fine di avvicinarsi il più possibile al punto in cui l’acqua sgorga dalla
roccia stessa creando un effetto di notevole meraviglia. Questi pesci, della
famiglia delle carpe cinesi, sono sicuramente al riparo da eventuali brutte
intenzioni dei pescatori in quanto sono considerati essere sacri dai locali che
li proteggono e li “accudiscono”. L’area in cui si trova questo luogo è
semplicemente idilliaca. Tutt'intorno alla dolce collina nella quale si nasconde
la grotta infatti si trova un surreale paesaggio verde fosforescente creato
dalle coltivazioni di riso.
Padong Hilltribes (Donne
giraffa)
Eccoci a trattare di un luogo comune del turismo di massa che tanto ha
contribuito a rendere famosi i classici percorsi itineranti della Thailandia.
Tra le più visitate e fotografate, le donne “dal collo lungo” sono ammirabili in
3 diversi villaggi posti a brevissima distanza dal confine birmano. I “Padong”
infatti, popolo seminomade appartenente alla stirpe dei Karen (i thai infatti
usano chiamare le donne giraffa quali “le Karen dal collo lungo”),
attraversarono in tempi relativamente recenti il confine di stato provenienti
dalla Birmania stessa, dove alcuni conflitti etnici e politici nonché razziali
ne avevano da tempo reso ardua l’esistenza. La Thailandia ha accolto quali
profughi questi popoli, ma in maniera piuttosto fredda e distaccata relegandoli
ad aree strettamente attigue al confine stesso, confine che i Padong non possono
più riattraversare pena la morte. Per lo Stato thailandese i Padong
costituiscono comunque una importantissima fonte di redditività turistica, tanto
che sui loro villaggi vige una stretta e rigorosa sorveglianza nonché alcune
imposizioni sui costumi di questo popolo che progressivamente ha oramai perso la
tradizione culturale di applicare i famosi anelli al collo delle donne. Dal
punto di vista prettamente fisico ed articolare, dovuto al notevole peso degli
anelli metallici annodati al collo, si verifica un abbassamento della clavicola
e della ossa che costituiscono la spalla. Il presunto allungamento delle
vertebre del collo è quindi una mera illusione ottica supportata dalla leggenda
correlata a queste mistiche ed ignote tribù. |
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Pai River
E’ uno dei corsi d’acqua più selvaggi e scendendo dalla catena montuosa di nord
est, dopo avere a lungo segnato il confine tre le Province di Chiang Mai e Mae
Hong Son stessa, si getta in territorio birmano portando le sue acque ad
alimentare il corso del Salween, uno dei più importanti fiumi birmani e del Sud
Est Asiatico.
Pai
La città di Pai si trova nella valle che costituisce l’unico tratto pianeggiante
lungo l’impervio ed accidentato percorso che porta da Chiang Mai a Mae Hong Son
e per questo motivo è ideale per una tappa ristoratrice. A Pai si trovano alcune
sistemazioni di basso livello ed adatte a saccopelisti o campeggiatori, nonché
alcuni bungalows. Da qui si può partire per intraprendere avvincenti avventure
di rafting lungo le acque dell’omonimo fiume (vedi Provincia di Mae Hong Son),
oppure seguire percorsi di trekking nella jungla tropicale che portano ad alcune
bellissime cascate (richieste circa 6 ore di cammino).
Tham Lot Caves
Sono dislocate esattamente nella punta estrema nordoccidentale del Paese, area
completamente lambita ed accerchiata dal territorio birmano. Per raggiungerle
occorre percorrere una lunga deviazione dalla direzione principale che da Chiang
Mai porta a Mae Hong Son, e si trovano a 80 km da Mae Hong Son stessa. Le Grotte
Tham Lot sono le più grandi ed estese del Paese, con una altezza media al loro
interno oscillante tra i 15 ed i 20 metri. Sono dotate di più sezioni, chiamate
“camere”, di cui 3 sono le principali, a loro volta posizionate su dislivelli
diversi. In particolare la terza camera, in prossimità dell’uscita nord, è posta
ad una altezza nettamente superiore rispetto alle altre e per raggiungerla è
prima necessario arrampicarsi lungo le buie pareti. Uno dei particolari più
suggestivi delle Grotte Tham Lot e che la rendono originale è dato dal torrente
che le percorre lungo la sezione longitudinale e che le rende…navigabili! Una
delle maggiori attrattive a disposizione dei visitatori infatti è
l’attraversamento della grotta praticando il Bambù Rafting, infatti quali
imbarcazioni vengono utilizzate delle piatte e strette zattere ottenute da pochi
pali di bambù intrecciati tra loro. Un’altra mistica suggestione delle Grotte è
ammirabile rigorosamente all’ora del tramonto: migliaia di pipistrelli che
attendono le tenebre fuoriescono dall’uscita Nord della Grotta creando un
effetto visivo sensazionale.
Mork Fa Waterfalls
Molto piacevoli e suggestive, costituiscono un ottimo pretesto per la prima
tappa lungo la strada verso Mae Hong Son, a circa 80 km da Chiang Mai.
Nell’omonimo Parco Nazionale si può anche scegliere di percorrere diversi
sentieri di trekking che portano ad altre cascate e di lunghezze che variano dai
2 ai 4 km.
Huey Nam Dang National
Park
Circa 60 km fuori dalla città si trova questo Parco Nazionale che occupa
l’intero territorio di una alta montagna. Una strada sterrata e percorribile
rigorosamente con mezzi 4WD permette di raggiungerne la vetta in alcune ore di
viaggio. Arrivati in cima è necessario pernottare in tenda attendendo l’alba del
giorno seguente, potendo godere di una splendida vista panoramica.
Mae Surin Waterfalls And
National Park
Siamo davvero lieti di presentare un luogo pressoché sconosciuto al turismo ma
tra i più interessanti ed attraenti dal punto di vista ambientale nel Nord della
Thailandia, un luogo sperduto in un remoto angolo della Provincia di Mae Hong
Son ed isolato da ogni forma di insediamento umano. Per raggiungere questo
ignoto e lontano Parco Nazionale si deve percorrere una distanza di oltre 100 km
da Mae Hong Son lungo strade impervie e di difficile percorrenza. In alcune
stagioni dell’anno è indispensabile l’utilizzo di un mezzo fuoristrada. Già il
semplice tratto di strada che porta a Mae Surin è di per se molto interessante e
da la possibilità di ammirare fantastici panorami di montagna. In molte zone
lungo il percorso vengono coltivate varie specie di fiori e piante che hanno
reso famosa la Thailandia ed i suoi mercati dei fiori. Dicembre e Gennaio sono i
migliori momenti per ammirarli nelle coltivazioni che si estendono lungo queste
dorsali montuose. Dopo avere oltrepassato alcuni rudimentali e provvisori
stanziamenti rurali che vengono abitati solamente durante la raccolta dei fiori,
si raggiunge finalmente l’ingresso del Parco. Le favolose cascate Mae Surin sono
di una tale grandezza ed immensità da essere già visibili da una notevole
distanza, fin dall’Head Quarter del Parco, dislocato centinaia di metri
dalle cascate stesse. Da qui è possibile scattare alcune foto ed avere una
visione di insieme sulle principali bellezze della zona, ma ai più temerari
consigliamo di intraprendere un lungo e difficile percorso di trekking della
durata complessiva di una intera giornata per scendere il crinale montuoso che
porta a fondo valle. Da qui si dovrà risalire il corso del torrente fino alle
cascate, che scendono da un muro verticale di roccia alto diverse decine di
metri e con un impeto e violenza fuori dal comune. Al Parco è possibile
campeggiare e pernottare in tenda.
Royal Summer Residence
Si tratta di una Residenza estiva della famiglia Reale ancora in uso ma
visitabile nei periodi in cui nessun membro Reale viene ospitato. Si trova circa
30 km a nord della città, in stretta vicinanza del confine birmano. E’ molto
suggestivo e vale una visita. |