Visitare Angkor con la nostra filosofia

A partire dal termine, ancora recente, dei conflitti e delle problematiche interne dello stato Cambogiano, lo sviluppo turistico della provincia di Siem Reap ha seguito un andamento vertiginoso con crescite esponenziali anno dopo anno sia del flusso di visitatori che ovviamente delle strutture ricettive ad essi adibite.
Angkor sta sempre e più diventando un must nell’immaginario dei viaggiatori di tutto il mondo, un punto di riferimento che non deve assolutamente mancare nella lista dei luoghi già visitati da ognuno di noi.
Se a questa frenetica rincorsa abbiniamo la facilità di accesso sia dal punto di vista dei trasporti e dei collegamenti che sotto l’aspetto dei costi, ci possiamo facilmente rendere conto del perchè siano diversi milioni i turisti che ogni anno visitano i templi di Angkor.
Uno degli aspetti collaterali abbinati a questo fenomeno è la progressiva riduzione di permanenza media dei visitatori che richiedono formule sempre più concentrate ed economiche, ovviamente idonee ad un turismo sempre più di massa, mediamente meno interessato alle reali attrattive artistiche e culturali e per contro sempre più semplicemente attratto da veloci e superficiali panoramiche. Del resto, è oramai luogo comune tra i visitatori che “la Cambogia si presta a brevi permanenze...non più di 3 giorni ad Angkor sono più che sufficienti”. E la realtà dei fatti sta addirittura diventando ancor più risicata: molti visitatori infatti si fermano oggi a Siem Reap per non più di due notti ed in alcuni casi anche meno! Alcuni operatori stanno oggi promuovendo itinerari che prevedono un arrivo a Siem Reap con voli del primo mattino, proseguendo dall’aeroporto direttamente all’area templare dove in un solo giorno si visitano l’Angkor Wat, l’Angkor Thom e tutti i templi in esso racchiusi, Ta Phrom, Preah Khan e con il tramonto al Phnom Bakheng. Dopo un veloce pernottamento, il giorno dopo si prosegue per il lontano Banteay Srei includendo il Banteay Samrè quindi tutti i templi rimanenti del “Grand Circuit” prima di procedere per l’aeroporto!!!


Bene, ci teniamo fin da ora a specificare a chiare lettere che di tutto questo nei nostri programmi non troverete la minima traccia!
La prima basilare pietra che poniamo nelle fondamenta della nostra filosofia è quella di dedicare a queste uniche, stupende e grandiose eredità del passato tutto il tempo che meritano! La Cambogia e Angkor in particolare non devono essere la breve estensione che inseriamo all’interno di un viaggio più complesso nell’area del Sud Est Asiatico ma una meta a sè stante, una destinazione fine a se stessa, di quelle con la D maiuscola! L’unica eccezione che ci concederemo riguarda un collegamento con i templi Khmer che si trovano in territorio thailandese e laotiano e che, per importanza storica ed artistica, costituiscono il degno prosieguo a completamento di un unico grande filone culturale imperniato sull’intera vicenda di questo antico popolo.
Nella sezione riservata ai singoli templi troverete alcune specifiche che possono farvi meglio intuire perchè è necessario e fondamentale estendere i tempi delle visite.

Riprendiamo qui l’esempio dello stesso Angkor Wat, il monumento celebre per antonomasia di Angkor: le visite classiche a questo tempio prevedono, nella migliore delle ipotesi, l’ingresso dal Gopura IV principale ad ovest sulla cinta del quarto perimetro con l’attraversamento veloce e diretto della vasta area che la divide dal terzo lungo le cui mura si trovano i più celebri e probabilmente i più pregiati e raffinati bassorilievi che i Khmer ci abbiano tramandato. Il giro classico qui prevede la scelta di una determinata direzione, generalmente passando da sud lungo le rappresentazioni della battaglia di Kuruksetra, della sfilata dell’esercito di Suryavarman II, del giudizio di Yama e del celebre “rimescolamento dell’oceano di latte”. Da qui, quindi dal lato posteriore del tempio, si taglia verso le seconde mura di cinta che vengono velocemente attraversate fino al cuore del tempio dove si trova la cinquina centrale di torri. Il tutto viene coperto in tempi che vanno da 1h-1h30min fino ad un massimo di 2h e generalmente non oltre.
La nostra visita prevede invece l’intero giro attorno a tutti i bassorilievi della terza cinta permettendo ai visitatori di raggiungere nuovamente il Gopura III principale ad ovest dal quale si accede agli anelli più interni transitando per le famose terrazze cruciformi, un vero capolavoro architettonico! Ma non ci fermiamo qui: ogni Gopura della seconda e terza cinta perimetrale possiede, spesso su tutti e quattro i punti cardinali, architravi e semplici o doppi frontoni con bassorilievi descrittivi a singolo o multiplo registro di estremo interesse. Lo stesso vale per gli architravi e i frontoni delle “biblioteche” che si trovano all’interno della seconda e della terza cinta. La nostra visita all’Angkor Wat dura complessivamente più di mezza giornata...

Ma i motivi per distribuire le visite su archi di tempo prolungati non sono esclusivamente di carattere artistico e architettonico. Ci sono infatti anche dei banali accorgimenti pratici che possono migliorare notevolmente la qualità del programma. Pensate ad esempio alle condizioni climatiche: Angkor è visitabile tutto l’anno ma durante i mesi di maggior afflusso (periodo secco, indicativamente da novembre ad aprile), spesso si raggiungono condizioni limite con temperature estremamente elevate, calura eccessiva e relativi rischi di disidratazione o colpi di sole. Non dimentichiamo poi che in alcuni templi si deve camminare per notevoli distanze e/o salire ripide scalinate. Visite ben distribuite e poco intense permettono quindi di essere sufficientemente freschi e riposati per godere appieno della bellezza dei templi senza inutili affaticamenti fino ai limiti della sopportazione fisica.

La nostra filosofia però va oltre:
La storia di Angkor si sviluppa per oltre cinque secoli, durante i quali si sono susseguite decine di diversi periodi stilistici. Per apprezzare appieno ogni singolo stile è indispensabile distribuire le visite ai singoli templi accodandoli lungo una scala cronologica di costruzione che permetta di ammirare le fasi di passaggio che hanno portato all’affermarsi di ogni successivo stile.
Ancora: ogni tempio di Angkor segue un determinato orientamento sui punti cardinali. Ne conviene che per ammirare appieno il loro splendore e per poter apprezzare tutto il loro significato architettonico religioso e cosmologico, ai templi stessi si deve entrare dall’ingresso del punto cardinale più appropriato e conseguentemente anche all’ora del giorno più idonea per poter godere della miglior luce e visuale. Se un tempio ha un orientamento est-ovest, dovrà essere visitato al mattino. Un tempio con l’accesso da ovest dovrà essere visitato al pomeriggio!!

Riteniamo poi che le illustrazioni dei singoli templi debbano rigorosamente essere coadiuvate da approfondite nozioni relative all’esatto collocamento storico e religioso del tempo. Se si vuole capire Angkor, non la si può visitare senza avere sufficienti nozioni relative alla storia dei Khmer ed all’evoluzione delle varie forme di Induismo e Buddismo che in quei secoli si sono susseguite. Queste saranno infatti le argomentazioni di un breafing introduttivo che terremo per voi il giorno precedente l’inizio delle visite.

Osservate quindi attentamente i nostri tour: noterete molto facilmente le differenze!
Carlo Collina

 

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